› Offerta Adobe per
  Studenti
  › WACOM PL720
  › Acrobat Connect Pro 7
  › 10% di sconto su acquisti
  Educational
  › Multilicenza Adobe
  › Office 2008 Mac
  › ADOBE Digital School   Collection
  › Nuova Cintiq 12WX
  › Microsoft School   Agreement
  › Adobe per le Scuole
  › Adobe Open Options
CLP 4.5
  › Apple Mobile Classroom
  › Adobe® Acrobat®
Connect Professional
  › Adobe LiveCycle
  › Podcasting a scuola
 
  Guarda il video
   
 

Podcasting a scuola

 
     
 

Podcasting: a scuola con una radio che si ascolta, si vede, si legge e... si naviga!
articolo di Alberto Pian

L'esperienza di RadioTony

Nelle scuole e nelle università italiane è maturato un nuovo interesse, che ruota intorno a un nome che molti di voi avranno sentito e letto, ma rispetto al quale forse non saprebbero ben dire di che cosa si tratti: è il podcasting.
C'è chi pensa che sia qualcosa che abbia a che fare con gli iPod, chi ritiene che sia un modo diverso per divulgare delle trasmissioni radiofoniche, chi pensa che si tratti essenzialmente di una nuova moda tecnologica o di un fenomeno sociale ancora tutto da capire. Fenomeno sociale il podcasting lo è diventato immediatamente dopo la sua comparsa, nell'autunno del 2004 negli Stati Uniti. E in questo ha ricalcato il fenomeno dei blog, del quale si può dire che sia una specie di costola da cui ha preso forma questo nuovo organismo. In Italia il fenomeno ha cominciato a essere conosciuto nel corso del 2005 e quest'anno, nel 2006, ha visto maturare un forte sviluppo. Il mondo scolastico non è estraneo all'interesse che è sorto nei confronti di questa tecnologia. Il collega e amico Domizio Baldini dell'IC.
Cecco Angilieri di Siena fa parte come me degli insegnanti ADE (Apple Distinguished Educator) e ne coordina l'attività soprattutto mantenendo i contatti con altri gruppi di insegnanti di tutto il mondo che sperimentano nuove tecnologie e nuovi sistemi di apprendimento. E' stato dunque Domizio, all'inizio del 2005, a parlarci di questa nuova tecnologia, il podcasting e, soprattutto del fatto che stava suscitando grande attenzione, discussione ed esperimenti fra i colleghi americani. E' così che, insieme ad Antonella Brugnoli (della rete I ragazzi del fiume di UD), a Cesare Benedetti (IC di Bollate, Milano),
abbiamo preso contatto con questa tecnologia e abbiamo cominciato a studiarla per esplorarne le potenzialità didattiche e pedagogiche.

Nasceva così, ai primi di settembre del 2005, presso l'IIS Bodoni Paravia di Torino, il primo podcast realizzato a scuola, con la partecipazione diretta degli studenti: RadioTony (www.didanext.com), che ha conosciuto un grande successo, pur senza essere concepito per un "pubblico" e senza essere sostenuto da forme di promozione (non era nelle nostre intenzioni parlare a un pubblico diverso da quello delle nostre classi, due quinte dell'Istituto). E' curioso però che sia stato sufficiente uno spontaneo tam-tam tra i fruitori di iTunes, dove il podcast era registrato e fruibile, per portarlo in testa agli indici di ascolto, non solo italiani ma in certi momenti addirittura internazionali.

foto: RadioTony visualizzata attraverso iTunes. Sono elencati gli episodi del Podcast e il pulsante “Abbonati” consente di iscriversi al podcast per essere aggiornati periodicamente in modo automatico.



Esperienze di podcast didattici

In effetti nel nostro Paese si l'attenzione del mondo scolastico (e non solo), nei confronti del
podcasting, si è subito diffusa, dando luogo alla nascita di diversi podcast didattici, creati da insegnanti e studenti, riallacciandosi così a una tradizione pedagogica legata alla sperimentazione che non è mai venuta meno nel corso degli anni. Questo interesse, che si è concretizzato nella richiesta di numerosi contatti, mi ha spinto a scrivere e pubblicare gratuitamente sul web il libro "Podcast a scuola", oggi giunto alla quarta edizione (il libro è scaricabile da: www.edidablog.it). Ma perché tanta attenzione nei confronti di RadioTony, nata all'interno di un paio di classi e senz'altra ambizione che essere utile a questi studenti? A mio parere per tre motivi principali, a parte un certo e giustificato interesse tecnico
(di che cosa si tratta? come si fa? che cosa occorre?). In primo luogo è stato chiaro fin dall'inizio, almeno a noi italiani, che il podcasting riallacciava un filo con la radiofonia e soprattutto con l'esperienza della radio libere degli anni settanta, mettendo nella mani di tutti una tecnologia che aveva all'epoca dimostrato di possedere grandi potenzialità ma che poi era stata sottratta ai suoi stessi utilizzatori, canalizzandola nel grande business delle radio commerciali. Ora sarebbe addirittura possibile "fare radio" in classe! In secondo luogo, nello specifico di RadioTony, il suo punto forte è stato il format, cioè il modo in cui le trasmissioni sono state concepite, anche in questo caso riallacciandosi e valorizzando una tradizione orale nettamente di stampo radiofonico. Infine, ma non ultimo, ha giocato un ruolo la grande tradizione pedagogica del nostro paese, molto rivolta (a differenza da certi intellettualistici e tecnicistici ambienti pedagogici universitari), ai risvolti pratici già
valorizzati dall'attivismo pedagogico, alla ricerca, cioè, non di soluzioni tecniche fini a se stesse, ma a reali strumenti, pratici, da impiegare in classe: la radio - podcasting è stata subito, e giustamente, individuata come uno di questi. Oltretutto, come una radio che può anche trasmettere video (RadioTony ha pubblicato fin dai primi episodi i videotrailer realizzati dai ragazzi per gli esami di maturità), degli impaginati pdf (abbiamo trasmesso dispense di lezioni e anche il libro Podcast a scuola), ed episodi audio "aumentati" (cioè suddivisi per capitoli contraddistinti da immagini). La felice formula che abbiamo coniato è stata "una radio che si ascolta, si vede, si legge e si naviga". In questo nel nostro paese si è marcata subito una differenza rispetto alle notizie che ci giungevano da oltre oceano, dove il podcasting veniva più inteso come la possibilità di costruire un enorme database di
lezioni registrate e riascoltabili, sganciate da una rielaborazione a caldo e da aspetti tipicamente partecipativi, caratteristici della radiofonia (Italia: popolo di cantori, poeti e naviganti...?). Con questo non voglio certo sminuire le strade imboccate dalla ricerca pedagogica dei colleghi USA, ma marcare delle differenze, anche culturali significative. Nelle esperienze prodotte in Italia, soprattutto nella scuola primaria e secondaria, si ritrova sempre una partecipazione attiva degli studenti e una concezione dell'oralità molto legata agli schemi della radiofonia. Sotto questo aspetto, per esempio, è interessante l'esperienza dei Ragazzi del fiume (www.ragazzidelfiume.it), le cui trasmissioni hanno tutte una freschezza diretta e spontanea e si possono ascoltare bambini che intervistano gli immigrati in fila davanti all'ufficio postale, oppure esporre i progetti didattici che portano avanti nell'anno scolastico o ancora produrre trasmissioni in tre lingue (italiano, sloveno e friulano) e tenere contatti con le classi gemellate di altri paesi nei loro idiomi. Se si ascolta il podcast di radio IC Brianza (www.icbrianza.it/), si resta stupiti delle capacità tecniche dei ragazzini di scuola media nel progettare e condurre una trasmissione sui generi musicali o sul cinema, come picccoli professionisti. La strada intrapresa da cesare Benedetti, in questo caso, è stata quella di fare una lunga opera di formazione sulla radiofonia, rivolta ai ragazzini e ai colleghi, prima di dare vita alla "radio". E, tanto per citare un altro paio di
esempi, può essere curioso vedere come a Napoli, l'insegnante Andrea Patauner abbia utilizzato il podcasting (http://web.mac.com/andreapatauner/) per costruire delle trasmissioni che facilitino l'apprendimento della lingua tedesca presso i suoi allievi, impiegando molto le tecnologie video trasmesse in podcasting o, ancora, in Sicilia gli sforzi di Carmelo Ielacqua per cercare di costruire addirittura una sorta di radio di istituto trasmessa via podcasting (Radio TuttiFermi).


foto:
RadioTony in biblioteca per la registrazione di un episodio "Talk".

Ciò che voglio dire è che gli insegnanti che hanno cercato di impiegare il podcasting non hanno rivolto la loro attenzione ad aspetti tecnici o di "erogazione" di contenuti, ma in tutte le esperienze hanno puntato l'attenzione sulla partecipazione attiva degli studenti, sulla volontà di appropriarsi di uno strumento di comunicazione per renderlo utile nell'insegnamento e nella partecipazione che si richiede per una scuola "attiva".

NOTE SUGLI STRUMENTI

NOTA PRELIMINARE

I microfoni a condensazione generalmente hanno un attacco xlr, sono qualitativamente molto validi, prendono un ampio raggio (a cardoide: a forma di cuore, oppure omnidirezionale), se ne può usare anche uno solo o un paio ben disposti intorno a un tavolo per registrare più voci. A parte il Samsoon che abbiamo descritto, che si collega direttamente al computer, hanno bisogno di un mixer con attacco xlr e alimentazione phantom a 49 volt. I microfoni "normali" invece costano meno, vanno bene per un uso individuale, si possono ugualmente collegare al mixer con gli ingressi di linea, ma ogni partecipante ne ha bisogno di uno (è meglio infatti evitare di tenerlo in mano e passarlo di volta in volta a chi deve parlare perché in questo modo si sentono tutti i rumori delle dita e degli spostamenti del microfono). La differenza fra un microfono normale e uno a condensatore è che generalmente nel primo caso il microfono è uniderezionale e quindi
prende meno i rumori di fondo dell'ambiente, ma ogni partecipante ne deve dunque avere uno, mentre nel secondo caso prendono un raggio più ampio, sono più sensibili.

MICROFONO TRADIZIONALE

E' un microfono di quelli che si trovano nei grandi magazzini o nei negozi di strumenti musicali (servono per esempio, per registrare singoli strumenti), costano poco, non sono di grande qualità (ma ne esistono ovviamente di professionali), prendono la voce diretta che giunge davanti al microfono stesso, ne occorre uno per ogni partecipante poiché non si può collocare in mezzo a un gruppo di due o più persone, come nel caso dei microfoni a condensazione e cardoidi.

foto: Classico microfono da pochi euro che può benissimo essere utilizzato in abbinamento a un mixer.

MICOROFONO A CONDENSAZIONE (XLR O USB)

Il SAMSON C01U o C03U si connette direttamente alla porta usb del computer e nasce dal suo gemello che invece ha un attacco xlr e si connette a un mixer. Questo microfono è a condensazione (è dotato di un sistema di registrazione evoluto fondato su un condensatore), copre un raggio a cardoide (cioè prende le voci in un raggio a forma di cuore con la punta rivolta verso il microfono), è fatto apposta per registrare molto bene e con buona qualità sia il singolo conduttore, sia un gruppo consistente, anche una decina di persone, poste intorno al microfono. Ed è, secondo me, la soluzione migliore per realizzare sia trasmissioni individuali che in gruppo senza usare un mixer e più microfoni e quindi limitando l'attrezzatura e la spesa.

MIXER
Un mixer della Alto, o della Berengher, che abbia degli ingressi per microfoni XLR dotati di
alimentazione Phantom necessaria per i microfoni a condensazione. Il mixer potrebbe avere due, tre o più ingressi microfonici con attacco xlr. In questo caso possiamo collegare più microfoni xlr disponendoli strategicamente intorno al tavolo in modo da catturare la voce di tutti i presenti. Se i parlanti sono pochi (tre, quattro), potrebbero avere ciascuno un propriomicrofono. In questo caso fate attenzione: generalmente i mixer possono collegare anche dei microfoni dai normali ingressi di linea audio. Questi microfoni non sono di tipo xlr, non hanno un grande raggio di sensibilità, costano pochissimo (anche da 10 euro), però sono adatti per un uso individuale: ogni utente ne usa uno e parla abbastanza vicino al microfono.

MICROFONO DA PALCO O DA TAVOLO
L' akg c680 bl è un microfono a condensazione e quindi necessita di un mixer con ingresso
microfonico xlr e alimentazione phantom 49 volt. Prende bene anche una ventina di persone disposte intorno a un tavolo. Al limite se ne acquistano due e si dispongono ai due lati opposti per coprire tutta una classe.

foto: Costo circa 150 euro.

Si collega il microfono al mixer e il mixer direttamente all'ingresso audio del mac o del pc, si regolano i volumi, i toni, ecc. e si parte....

 
  per maggiori informazioni: edu@rekordata.it  
     
 
REKORDATA s.r.l. - via Fratelli Bandiera, 3/A - 10138 Torino - tel 011 19748100 - fax 011 19748197 - P.IVA 05185750014 - credits
Guarda il video