Postalmarket e televendite: l’ecommerce per gli over 50

La nuova edizione del celebre catalogo di vendite per corrispondenze e le iniziative digitali del canale Qvc esplorano nuovi mondi per lo shopping online

Il nostro modo di fare acquisti è cambiato durante i vari lockdown. Ma quanto di quello che abbiamo vissuto influenzerà il nostro futuro, in termini di esperienze di acquisto? e soprattutto, come cambieranno i tradizionali canali di shopping, dopo due anni di rivoluzione digitale?

Il primo dato è la grandezza del fenomeno: secondo i dati, nel primo trimestre del 2021 è stato registrato un forte incremento dell’e-commerce, cresciuto a livello globale del 58% (contro il 17% del primo trimestre 2020): l’Italia in particolare ha registrato un +78%, quarto Paese con il maggior aumento percentuale dopo Canada, Olanda e Regno Unito. Ma quanto questi dati sono semplice risultato dell’emergenza e in che misura permarranno tali? Stando alle statistiche, tra autoisolamento e lavoro da casa, l’impulso al consumo digitale è stato rafforzato dal tentativo non solo di trovare il prezzo migliore, ma anche di fare acquisti locali, più salutari o ecologicamente sostenibili. Per questo, stando al report, i consumatori non torneranno troppo facilmente ai loro vecchi canali di acquisto una volta finita la pandemia.

Qvc: tra tv e WhatsApp

Vista la continua evoluzione, alcuni dei canali più tradizionali cercano soluzioni digitali da affiancare al proprio business, abbracciando nuove strade. “La pandemia ha accelerato la digitalizzazione delle persone e la crescita dell’e-commerce: nel 2020, Qurate Retail Group [di cui Qvc Italia ne fa parte,] ha generato 14,2 miliardi di dollari di fatturato, con l’e-commerce che ha rappresentato il 63% delle vendite totali, pari a 8,9 miliardi di dollari”, spiega Paolo Penati, amministratore delegato di Qvc Italia, che ha appena lanciato una serie di nuove funzionalità interattive.

Il nostro caso è diverso rispetto a quello di altri player che si sono rivolti al digitale per compensare il calo delle vendite nei negozi fisici. Durante la pandemia Qvc è sempre stata accanto alle sue clienti, utilizzando i canali social come mezzo di intrattenimento per offrire alla propria community momenti di leggerezza e spensieratezza”, aggiunge. Una strategia, spiega, che ha portato nuovi clienti e rafforzato il legame con quelle esistenti.

Oggi, il passo ulteriore: da un lato, la scelta di mandare in onda in tempo reale contenuti social pubblicati su Facebook con l’hashtag #DilloinTv. Dall’altro, un nuovo tool digitale integrato apre all’opportunità di creare sondaggi e concorsi in grado per accrescere coinvolgimento e l’interazione di pubblico e clienti, per potenziare lo storytelling, aumentando visualizzazioni e feedback e accrescere l’engagement di show live e piattaforme social. Infine, oltre alla classica formula della telefonata in diretta con QLive vi è l’introduzione della messaggistica istantanea in diretta tv attraverso WhatsApp.

Non è TikTok

Il mobile pesa per l’80% sul business complessivo dello shopping online di Qvc Italia e il digitale è certo la strada per mantenere saldi i legami con la community.

L’ingresso in scena di competitor provenienti dal mondo dei social media, e le vendite in live streaming, diventa occasione di nuove integrazioni, come l’integrazione del live stream sulle piattaforme non solo social.

E in un Paese come l’Italia, dove anagraficamente il pendolo non cade proprio a favore dei tiktoker, la scelta del canale social può aprire la strada a nuovi bacini di utenti. Per l’ad di QVC Italia, “Con i contenuti social ci rivolgiamo ad un pubblico digitalizzato che non necessariamente è giovane all’anagrafe: si tratta di una percentuale di clienti che seguono meno la tv e più i social network. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un incremento di questa nuova tipologia di cliente che entra in contatto con noi attraverso i canali digitali, come e-commerce e social media, prova che il nostro impegno per farci conoscere anche da un target diverso è premiato e che le modalità interattive recentemente lanciate, come QLive, saranno strumentali ad attrarre nuovo pubblico”.

Postalmarket goes digital

Alla radice di questa strategia, anche se partendo da supporti e presupposti diametralmente opposti, arriva la scelta di Postalmarket (brand rilevato dell’imprenditore friulano Stefano Bortolussi), che da un certo punto vi vista potrebbe essere considerato un antesignano di Amazon, solo made in Italy e cartaceo: oggi è pronto a tornare in versione digitale, con il supporto della piattaforma di innovazione H-Farm.

Quelli d’oro per il brand sono stati gli anni ’70, ma fino a 20 anni fa poteva contare su un bacino di 10 di milioni di utenti, spiega Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm: “Oggi, senza fatica, potremmo raggiungere qualche milione di loro”. La strategia in questo caso punta comunque ancora su un catalogo cartaceo, al quale sarà affiancata però, per la prima volta, una veste digitale, un portale del made in Italy, dedicato alle imprese italiane di grandi e medie dimensioni per la vendita classica da e-commerce, fino ad arrivare ai piccoli commercianti e alle loro associazioni di categoria.

Postalmarket non è più solo cartaceo, ma tornerà con la sua forte parte di online e con l’ambizione di diventare un marketplace In prima battuta, l’obiettivo è rilanciare il catalogo ma, la vera missione sarà quella di coinvogere anche la fascia più restìa al digitale, quella degli over50 e over60, che ritroveranno il Postalmarket che conoscevano, ma ne riscopriranno la nuova veste e, speriamo, troveranno lo stimolo per farsi aiutare da figli e nipoti per fare acquisti online”.

Al tempo stesso però, potrebbe essere proprio la fascia meno digitalizzata (e che questa pandemia ha smosso nelle sue incertezze) a fare da volano per introdurre i più giovani ad un canale non immediatamente loro affine. “Al giro successivo, dopo aver aiutato il parente a fare l’acquisto online, speriamo che anche i giovani possano comprenderlo e, tra qualche anno, la nostra ambizione potrebbe essere quella di diventare una sorta di Etsy italiano, perché la nostra non è una visione a corto raggio, l’evoluzione digitale è il primo passo ma puntiamo, sul lungo periodo, a rafforzare la sua identità di marketplace italiano”, dice Donadon.

Il marketplace italiano

Su Postalmarket, non si troveranno le batterie per il telecomando o i cordini per legare i pomodori sull’orto in terrazzo: “Resterà forte la cura e la selezione dei prodotti migliori (spiega Donadon) selezionati secondo la loro fascia d’utenza dalla redazione che, spiegherà i trend del momento tornando ad essere non solo un catalogo, ma una vera e propria guida”. L’uscita cartacea è prevista per ottobre, cui seguirà la versione primavera-estate. “Non mancheranno qr code e realtà aumentata, ma sono feature cui non vogliamo dare, in prima battuta, troppa importanza. L’obiettivo oggi non sono i ragazzini, che hanno altri canali, ma la multicanalità come strumento per attrarre appunto quella popolazione che, ad esempio, compra dal canale televisivo”, dice il patron di H-Farm.

Anche in questo caso, più che i tiktoker, è il pubblico televisivo che diventa il bacino a cui guardare, e invogliare al passaggio digitale. “Ci stiamo ragionando, stiamo cercando il partner giusto – conclude Donadon –. La televisione, simultaneamente ad un mediashopping tradizionale, ha certo più senso, perché si tratta di una utenza che più probabile è in linea il prodotto Postalmarket”.

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