La nostra opinione sui device in classe

Torna di attualità il dibattito sull’uso del cellulare a scuola, con la circolare inviata il 20 dicembre dal Ministero dell’Istruzione agli istituti di tutta Italia. La circolare si ricollega a un precedente documento del 2007 che già forniva “linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”. 

In questo senso, il documento emesso ieri dal Ministro dell’Istruzione Valditara ribadisce che “come si evince dalla suddetta circolare, vige in via generale un divieto di utilizzo in classe di telefoni cellulari.” La circolare prosegue sottolineando che “è viceversa consentito l’utilizzo di tali dispositivi in classe, quali strumenti compensativi di cui alla normativa vigente, nonché, in conformità al Regolamento d’istituto, con il consenso del docente, per finalità inclusive, didattiche e formative, anche nel quadro del Piano Nazionale Scuola Digitale e degli obiettivi della c.d. “cittadinanza digitale” di cui all’art. 5 L. 25 agosto 2019, n. 92.”

Riassumendo, dal Ministero giunge un secco “no” all’uso in classe dei dispositivi elettronici quando essi costituiscono “un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente”. D’altro canto, viene ribadito il via libera per l’uso di strumenti elettronici con finalità inclusive, didattiche e formative, in accordo con il Piano Nazionale Scuola Digitale.

Tecnologia a scuola: sì o no?

Abbiamo chiesto a Omar Gregnanin, da tempo impegnato nel supporto alla digitalizzazione delle scuole del Triveneto, un parere sulla questione:

“Mi trovo d’accordo con la circolare nello stabilire una netta distinzione tra le tecnologie come mezzo di distrazione e quelle con finalità didattiche. A mio avviso è giusto che le prime vengano estromesse dal contesto scolastico, mentre le seconde andrebbero incoraggiate. 

Nei miei anni di esperienza con le scuole ho avuto modo di constatare come l’uso corretto e ragionevole della tecnologia sia in grado di portare a risultati didattici straordinari e a una scuola più coinvolgente, interattiva e stimolante.

Per raggiungere questi risultati è necessario che la scuola disponga di sistemi di gestione dei dispositivi che vengono usati nelle classi (es. MDM – Mobile Device Management). Questo permette di limitare l’uso dei dispositivi alle funzionalità legate alla didattica, ma non solo: tramite questi sistemi è infatti possibile garantire la sicurezza dei dati degli studenti, tracciare i loro progressi, fornire feedback e suggerimenti in tempo reale sui lavori svolti.

Questo obiettivo può essere raggiunto in due modi: con l’uso di dispositivi forniti dalla scuola o con un sistema BYOD (Bring Your Own Device), nel quale ciascuno studente porta a scuola il suo dispositivo personale per usarlo nelle attività didattiche. In quest’ultimo caso è ancora più importante che la scuola abbia la gestione e la supervisione dei dispositivi portati in classe dagli studenti. L’uso dei sistemi Apple, in questo senso, permette alle scuole di garantire la supervisione e la protezione dei device, sia nel caso in cui siano forniti dalla scuola sia nel caso in cui siano di proprietà dello studente. È inoltre importante affidarsi a un partner riconosciuto e certificato che possa fornire supporto in questo processo.”

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